La vera sfida del mercato del lavoro europeo: semplificare la mobilità internazionale

La mobilità dei talenti è destinata a diventare uno dei principali fattori di competitività per le imprese europee. Un’analisi pubblicata da Brighteye Ventures evidenzia come il vero limite del mercato del lavoro europeo non sia tanto la disponibilità di professionisti qualificati, quanto la difficoltà di far incontrare domanda e offerta di competenze tra Paesi diversi.

In un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione, dalla crescente carenza di lavoratori qualificati e da una domanda sempre più internazionale, costruire un’infrastruttura efficace per la mobilità del lavoro rappresenta una priorità strategica per imprese e istituzioni.

Perché l’Europa ha bisogno di una maggiore mobilità del lavoro

L’analisi parte da un dato demografico significativo. A gennaio 2025 la popolazione dell’Unione Europea contava 450,6 milioni di persone, di cui il 22% aveva più di 65 anni, una quota aumentata di quasi tre punti percentuali nell’ultimo decennio.

L’indice di dipendenza degli anziani ha raggiunto il 34,5%, con appena tre persone in età lavorativa per ogni cittadino over 65. Una dinamica che rende sempre più complesso sostituire i lavoratori in uscita e garantire la continuità produttiva in molti settori.

I settori dove la carenza di personale è più evidente

Le conseguenze di questo scenario sono già visibili in numerosi comparti.

Il settore sanitario registra una carenza stimata di circa 1,2 milioni di professionisti tra medici, infermieri e ostetriche, mentre oltre un terzo dei medici e un quarto degli infermieri ha già superato i 55 anni.

Anche altri comparti mostrano criticità significative, tra cui:

  • edilizia, con un tasso di posti vacanti del 2,9%;
  • logistica e trasporti;
  • industria manifatturiera;
  • professioni tecniche specializzate.

La difficoltà non riguarda esclusivamente la disponibilità di candidati, ma soprattutto la capacità di intercettare competenze dove sono disponibili.

La vera sfida: semplificare la mobilità internazionale

Negli ultimi anni la mobilità professionale all’interno dell’Unione Europea è tornata a crescere. Oggi circa 10 milioni di cittadini europei in età lavorativa vivono in uno Stato membro diverso da quello di origine e, solo nel 2023, quasi 860.000 persone si sono trasferite per lavoro.

Secondo Brighteye Ventures, il principale ostacolo non è la mancanza di talento, bensì la frammentazione dei processi che regolano la mobilità internazionale.

Tra le principali criticità figurano:

  • sistemi di visto differenti da Paese a Paese;
  • procedure non uniformi per il riconoscimento delle qualifiche;
  • tempi amministrativi variabili;
  • iter burocratici ancora prevalentemente manuali.

Un dato particolarmente significativo riguarda il sistema europeo di riconoscimento delle qualifiche professionali, utilizzato in appena il 6% dei casi di mobilità intra-UE, segno di un’infrastruttura che non riesce ancora a sostenere efficacemente il mercato del lavoro europeo.

Un’infrastruttura ancora incompleta

Negli ultimi anni le imprese hanno adottato piattaforme sempre più evolute per la gestione internazionale delle risorse umane, delle retribuzioni e dei processi HR.

Al contrario, gli strumenti che supportano la mobilità internazionale del lavoro, il riconoscimento delle competenze e la conformità normativa sono rimasti fortemente frammentati e spesso dipendono ancora da procedure manuali e consulenze specialistiche.

Per le aziende che devono coprire rapidamente ruoli strategici, questa complessità si traduce in tempi più lunghi, costi maggiori e opportunità di crescita perse.

Cosa significa per le imprese europee

In un mercato del lavoro sempre più internazionale, la capacità di accedere rapidamente a competenze disponibili oltre i confini nazionali rappresenta un fattore competitivo sempre più rilevante.

È proprio in questo contesto che opera PeopleGateway, aiutando le imprese europee a trasformare la mobilità internazionale in un processo strutturato e gestibile. Attraverso un approccio integrato, PeopleGateway accompagna le aziende lungo tutte le fasi del percorso: dalla ricerca e selezione di professionisti qualificati al riconoscimento delle competenze, fino alla gestione degli aspetti normativi e dell’inserimento lavorativo.

In uno scenario in cui la domanda di competenze supera sempre più spesso l’offerta disponibile a livello locale, poter contare su un partner capace di semplificare la mobilità dei talenti significa ridurre tempi e complessità, pianificando il reclutamento internazionale con maggiore efficacia e continuità.


Fonte: David Guérin, Brighteye VenturesThe Missing Layer in Europe’s Workforce Infrastructure.

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