Il governo del Kenya persegue attivamente un programma di esportazione della forza lavoro per ridurre la disoccupazione giovanile e aumentare le rimesse economiche dall’estero, puntando a inviare 1 milione di lavoratori all’anno. Investe in formazione pre-partenza, accordi bilaterali e matching con i mercati esteri. La National Strategy on Skills Development for Labour Migration (ILO, 2025) consolida il quadro.
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Con circa 5 milioni di colombiani all’estero, la Colombia è il principale paese di emigrazione del Sud America. Il paese dispone di diversi strumenti per la migrazione lavorativa, come le Agenzie Trasnazionali di Gestione e Collocamento (ATE) e gli accordi bilaterali. Il Governo locale assieme alla Banca Mondiale propone strategie “triple win” per formare i lavoratori prima della partenza in accordo con i paesi di destinazione.
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Talent Partnership UE attiva dal 2023. Il programma THAMM Plus lanciato ad aprile 2025 con Italia, UE e Germania. A febbraio 2026 l’ILO ha lanciato il National Technical Forum per identificare gap di competenze e promuovere percorsi di mobilità tra Egitto e UE. L’AICS italiana ha cofinanziato un Centro di Impiego Italo-Egiziano.
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Partner privilegiato dell’UE nell’ambito delle Talent Partnerships. Il Talent Partnership Roadmap è stato approvato nel giugno 2025. I settori prioritari includono ICT, turismo, trasporti e logistica, edilizia, agricoltura, industria elettrica. 7 tunisini su 10 che cercano lavoro all’estero preferiscono l’Europa.
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Programma UE-Pakistan Talent Partnership da 3 milioni di euro (attuato da GIZ) avviato nel 2024. Misure pre-partenza: formazione professionale, corsi di lingua, orientamento. Settori target: ICT, edilizia, energia rinnovabile, ospitalità, agricoltura, tessile. L’UE ha stanziato 20 milioni di euro (2021-2027) per formazione e governance migratoria.
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A gennaio 2026 firmato il Comprehensive Framework for Cooperation on Mobility UE-India: il primo accordo di mobilità UE-India a livello di blocco. Include un Legal Gateway Office a Nuova Delhi, digitalizzazione dei visti Schengen e sperimentazione dell’EU Talent Pool con laureati indiani in IT e ingegneria. Gli indiani sono il maggiore gruppo di titolari di EU Blue Card.
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